Intervista al neurologo Cicero Coimbra, un medico che tratta la sclerosi multipla senza utilizzare farmaci

Professore della Unifesp, questo neurologo si basa quasi esclusivamente sulla vitamina D per raggiungere ciò che molti medici considerano impossibile: lasciare i suoi pazienti senza gli effetti delle malattie autoimmuni
Nell’aprile del 2008, come faceva quasi ogni settimana quando rincasava, Pablo Petrucelli si fermò in una panetteria nel quartiere Aclimação, a São Paulo, per mangiare un pezzo di pizza. Nel momento in cui ha preso il contenitore dell’olio di oliva, sentì scomparire la forza nel braccio. “E’ stato come se la mano cadesse”, ricorda. Con il passare dei giorni, siccome la sensazione persisteva, ha cercato un ortopedico. Si sentì dire dal medico che aveva bisogno di sottoporsi ad un intervento chirurgico per “studiare il problema”. Pablo ha rifiutato il suggerimento e andò a cercare un neurologo.
Dopo molte visite ed esami, la diagnosi: neuropatia motoria multifocale, simile alla malattia autoimmune sclerosi multipla. Il trattamento, che escludeva l’attività fisica e l’esposizione al sole, era basato su corticosteroidi, costosissime cure come immunoglobulina e chemioterapia. Nulla di questo consentì uno stop della malattia che – in due anni – si estese alla mano sinistra e alle gambe.”Non potevo aprire la porta d’ingresso di casa con la chiave, prendere saldamente una tazza o addirittura allungarmi, distendermi”- dice Pablo. “Inoltre, avevo molti crampi”. In poco più di un anno, Pablo è tornato ad una vita normale.
Con Daniel Cunha è stato un po’ diverso. Nell’ottobre 2009 si svegliò con parestesie e metà faccia priva di sensibilità. Nel corso della settimana, perse equilibrio e la forza nelle mani, fino alla paralisi dell lato destro del suo volto. Con diagnosi di sclerosi multipla, iniziò il trattamento con corticosteroidi e interferone, uno dei farmaci che produce più effetti collaterali. “Quando ho iniziato a cercare informazioni sulla malattia e ho visto che avrei dovuto prendere quei farmaci per il resto della mia vita, sono caduto in depressione”, dice. Dal giugno 2010, Daniel non mostra più alcun sintomo della malattia.
Storie simili sono raccontate da Marcelo Palma (anni 32), Vera Folli (anni 57), Fernanda Campos (anni 39) e Luciana Campos (anni 44) e molti altri. Oltre alla vittoria su malattie considerate incurabili, tutte hanno in comune il medico: sono tutti pazienti del neurologo Cicero Galli Coimbra, che si dedica – a tempo pieno – al trattamento della sclerosi multipla.

Professore presso l’Università Federale di São Paulo (Unifesp), Coimbra, poco più di 10 anni fa, ha iniziato a utilizzare un metodo che si basa quasi esclusivamente sull’uso di vitamina D per raggiungere ciò che molti medici considerano impossibile: lasciare i pazienti senza gli effetti delle malattie autoimmuni. Obiettivo dei critici che lo accusano di mettere in pratica un trattamento sperimentale, ribatte ad ogni accusa con la serenità di chi vede i risultati positivi empiricamente. Le centinaia di email che ogni giorno invadono la sua casella di posta quasi sempre finiscono con la stessa parola: grazie.

Qui di seguito l’intervista completa con il neurologo:

Come si usa la vitamina D per combattere le malattie autoimmuni?

“In primo luogo, si deve capire che la vitamina D è un ormone. È stato chiamato vitamina perché è stato scoperto all’inizio del secolo scorso, quando è stata scoperta la sua presenza nell’olio di fegato di merluzzo. Siccome avevano già individuato la vitamina A, alcuni tipi di B e il complesso C, i ricercatori hanno immaginato di essere di fronte alla D. Ci sono voluti alcuni decenni per scoprire che questa sostanza aveva la stessa struttura di base degli ormoni steroidei. Siccome il termine ‘vitamina’ gli era già stato attribuito, si pensò che fosse meglio mantenerlo”.

In cosa consiste il trattamento?

“Esistono ricerche sugli effetti della vitamina D sul sistema immunitario datate oltre quattro decenni fa. Circa 10 anni fa abbiamo iniziato ad usare dosi di 10.000 unità, che noi chiamiamo dosi fisiologiche per la correzione di vitamina D nei pazienti con sclerosi multipla e abbiamo constatato un miglioramento significativo nei pazienti. A quel tempo, abbiamo anche avuto accesso a studi che hanno dimostrato che i pazienti con malattie autoimmuni hanno diversi gradi di resistenza a questo ormone. Con queste informazioni, abbiamo iniziato ad aumentare le dosi al di sopra delle 10.000 unità, sempre monitorando in laboratorio i pazienti per evitare l’unico effetto collaterale principale della vitamina D: il pericolo di calcificazione renale da un eccessivo assorbimento del calcio. In questo modo ci rendemmo conto che più le dosi aumentano, maggiori erano i benefici. Negli ultimi cinque anni abbiamo sviluppato una tecnica per individuare la dose di vitamina D necessaria per lasciare il paziente libero dall’attività della malattia”.

Quali sono le malattie autoimmuni e come agiscono nell’organismo?
“Sono malattie in cui il sistema immunitario del corpo attacca il corpo stesso. Ce ne sono decine. L’artrite reumatoide, per esempio, attacca la piccole articolazioni; vitiligine e psoriasi danneggiano la pelle. Nel caso della sclerosi multipla, il sistema nervoso centrale è colpito, provocando lesioni multiple che possono lasciare il paziente cieco o tetraplegico”.

La malattia scompare del tutto?
“(L’attività della SM) Scompare nel 95% dei casi, purché non sia in una fase molto avanzata. Nel restante 5% ha un effetto solo parziale, ma comunque significativo. Ci sono due fattori principali che, anche se ancora non ne conosciamo il motivo, riducono il successo del trattamento: il fumo e la depressione, sintomo quest’ultimo molto comune nei pazienti che sono stati fortemente colpiti dalla malattia. Quando si inizia il trattamento precocemente, tuttavia, è possibile invertire i postumi della malattia”.

In che modo la vitamina D agisce per combattere le malattie autoimmuni?

“La differenza tra la vitamina D e i farmaci convenzionali utilizzati nel trattamento di malattie autoimmuni è che la vitamina è un immunoregolatore, non un immunosoppressore. Mentre gli altri farmaci sopprimono il sistema immunitario nel suo complesso, lasciando il corpo suscettibile alle infezioni, la vitamina D è l’unica sostanza in grado di inibire selettivamente la reazione chiamata “Th17″, che è causata dalle malattie autoimmuni”.

Alcuni medici accusano questo trattamento di essere ancora sperimentale. 

“La critica è naturale, perché questo è un nuovo trattamento. In nessun momento della storia della medicina c’è stato un immediato consenso su una nuova innovazione. Alla stragrande maggioranza dei medici è stato insegnato di trattare le malattie autoimmuni con immunosoppressori e molti non sanno che la vitamina D è un ormone. Essendo relativamente nuovo, questa conoscenza sulla vitamina D non è presente nei libri di neurologia o di reumatologia, anche se ci sono centinaia di pubblicazioni, testimonianze e articoli scientifici attendibili sull’argomento. Inoltre, la medicina basata sull’evidenza ritiene gli studi controllati ‘sacrificabili’ quando l’effetto benefico è chiaro. Come potremmo mai somministrare placebo (sostanze notoriamente inutili) a pazienti con gravi malattie, semplicemente per dimostrare scientificamente i benefici di un trattamento che già conosciamo essere efficace? Questa negligenza può provocare l’accumulo di danni permanenti nei pazienti privati di un beneficio evidente”.

Perché questa scoperta non è ampiamente pubblicizzata?

“Quando un medico dice che questo trattamento non ha alcuna base scientifica è perché non ne sentono parlare nei congressi medici. Poiché questi eventi sono sponsorizzati dall’industria farmaceutica, è chiaro che la priorità è la diffusione di farmaci in grado di generare profitti, che non è il caso di una sostanza che non può essere brevettata perché è naturale, proprio dell’organismo. Diverse riviste mediche denunciano questo tipo di atteggiamento. Alla fine dell’anno scorso, per esempio, il Multiple Sclerosis Journal, una delle più importanti riviste di sclerosi multipla, ai medici è stato proposto di rispondere alla seguente domanda: Se avessi una sindrome clinicamente isolata (come viene chiamato il primo focolaio della sclerosi multipla) e la risonanza evidenzia lesioni tipiche della malattia, vorresti prendere una dose di 10.000 unità di vitamina D? Un medico irlandese di nome Michael Hutchinson¹ si spinse fino ad affermare che: se fosse uno dei suoi pazienti, egli non lo avrebbe trattato con la vitamina D. Ma, se fosse uno dei suoi figli, gli avrebbe detto di iniziare a prenderla al più presto”.

Qual è il caso più incredibile che avete già trattato?
“Ce ne sono così tanti che è difficile sceglierne uno, si tende a ricordare sempre gli ultimi. Non molto tempo fa, a una ballerina fu diagnosticata la sclerosi multipla e non riusciva nemmeno a indossare i tacchi alti, perché questa malattia compromette l’equilibrio. Ha fatto passi di danza nel corridoio della clinica! È stato emozionante”.

In cosa consiste il trattamento?
“Questo trattamento è basato su tre fattori: alte dosi di vitamina D, dieta priva di alimenti ricchi di calcio e un’idratazione di almeno 2 litri e mezzo di liquidi al giorno. In due anni, il paziente ha quattro consulti. Nel quarto viene dimesso ma continua con la vitamina e con la dieta. Due anni più tardi, rifarà gli esami di laboratorio e un consulto di controllo”.

Il paziente dovrà prendere queste alte dosi di vitamina D per il resto della sua vita?
“Al momento non sappiamo con certezza per quanto tempo il paziente avrà bisogno di mantenere questa routine, ma è ragionevole pensare che coloro che hanno iniziato il trattamento in una fase avanzata della malattia, probabilmente non potranno fermarlo”.

Il trattamento è costoso?
“Poiché la vitamina D è molto economica e corrisponde al 95% del trattamento, il costo mensile varia da 10 € a 30 € a seconda della dose giornaliera somministrata. Ciò contrasta con i 3.000-5.000 € al mese del costo dei trattamenti convenzionali. Inoltre, la vitamina D elimina il 100% di attività della malattia in quasi tutti i casi, mentre gli altri farmaci bloccano al massimo il 30%, secondo l’industria farmaceutica stessa”.

Come si acquisiscono le malattie autoimmuni?
“Nella mia esperienza credo che, fondamentalmente, sono necessari tre fattori: resistenza genetica agli effetti benefici della vitamina D, storia di bassa esposizione al sole e stress emotivo. La letteratura indica che l’85% dei focolai di sclerosi multipla sono preceduti da uno stress emotivo, che può essere causato da situazioni che vanno dalla separazione dei genitori fino alla morte improvvisa di una persona cara, passando attraverso rotture emozionali e la pressione causata dallo studio”.

Qual è l’incidenza di queste malattie in Brasile?
“Non abbiamo un numero esatto, ma sappiamo che l’incidenza è aumentata notevolmente negli ultimi anni proprio perché le persone sono meno esposte al sole. Risultati questi che hanno sollevato la curiosità dei ricercatori in relazione alla vitamina D. Essi hanno scoperto che la frequenza di queste malattie a livello dell’equatore era molto inferiore rispetto ai paesi lontani dai tropici. Siccome la principale differenza ambientale in funzione della latitudine è la disponibilità di radiazioni solari e quindi la produzione di vitamina D, hanno iniziato a studiare l’importanza di questo ormone per la salute umana. Per il tipo di vita che abbiamo oggi, risulta che non stiamo esposti al sole abbastanza a lungo”.

Qual è il tempo sufficiente?
“Circa 20 minuti di esposizione al sole, con le braccia e le gambe scoperte e senza protezione solare, sono in grado di produrre 10.000 unità di vitamina D. Dopo aver raggiunto un quantitativo doppio, la produzione di vitamina D cessa. È interessante notare che questa situazione è in contrasto con le raccomandazioni delle agenzie internazionali, che attualmente indicano ai medici di prescrivere integrazioni di solo 600 unità al giorno. Perché il corpo umano produce 10.000 unità se in realtà ne necessita di meno? Queste 600 unità non sono in grado di risollevare una carenza di vitamina D in una persona adulta”.

Perché la raccomandazione è così bassa?
“Qui entriamo nel campo delle speculazioni, ma il fatto è che la vitamina D è un prodotto naturale e quindi non può essere brevettato, non importa all’industria farmaceutica”.

Alle stesso modo che la vitamina D è importante, esiste una nevrosi in relazione all’esposizione solare? Dopo tutto, è sano tutto ciò?
“La nostra unica fonte fisiologica di vitamina D è il sole, e, paradossalmente, il momento in cui questo ormone è prodotto dal corpo coincide esattamente con il momento in cui la radiazione solare è più forte e che, se eccessiva, può causare il cancro della pelle. Ma 20 minuti senza protezione solare (perché praticamente blocca la produzione di questo ormone) porteranno al corpo solo benefici. Nessuna singola cellula umana è esclusa dai benefici della vitamina D. In aggiunta alle malattie autoimmuni, la mancanza di questo ormone può causare ipertensione, diabete, cancro e aborti all’inizio della gravidanza, oltre ad essere correlata con malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer e il Parkinson. Se fosse dato un supplemento di sole 5000 unità per via orale a tutta la popolazione adulta urbana, sarebbe possibile diminuire, dalla notte al giorno, dal 40% al 50% il numero di nuovi casi di cancro. Con questi dati è possibile avere un’idea del disastro per la salute pubblica di avere l’80% della popolazione urbana carente di questa vitamina”.

Qual è una dose sicura di vitamina D per una persona sana?
“L’uso di alte dosi di vitamina D può causare gravi rischi per la salute se non si è sotto controllo di un medico qualificato. Per una persona sana, posso dire senza dubbio che 10.000 unità al giorno non causeranno alcun rischio, anzi. Per coloro che soffrono di qualche malattia autoimmune, la dose può fornire un sollievo parziale, ma non eliminerà il problema. Dosi più elevate possono essere utilizzate, solo se seguiti da un medico”.

¹http://msj.sagepub.com/content/19/2/143.full “if one personalises the situation, I have no doubt that I would urge any relative, who does not have access to a clinical trial of vitamin D, to take vitamin D in the setting described” – Michael Hutchinson Consultant Neurologist, St Vincent’s University Hospital, Newman Clinical Research Professor, University College Dublin, Dublin, Ireland

Intervista in lingua originale:

http://veja.abril.com.br/noticia/saude/cicero-dias-o-medico-que-trata-a-esclerose-multipla-sem-remedio/

Ringrazio Marco Buttazzoni per la traduzione, ho il suo permesso di pubblicare l’intervista. ♣

Cos’è il Protocollo Coimbra?

Il protocollo Coimbra è un protocollo medico di trattamento delle malattie autoimmuni (tra cui la sclerosi multipla) messo a punto dal dott. Cicero Galli Coimbra, medico neurologo, ricercatore e professore all’Università Federale di San Paolo (Brasile).

Il protocollo si basa essenzialmente su alte dosi di vitamina D assunte per via orale e prevede anche un preparato galenico (un mix di vitamine e minerali) e alte dosi di Omega 3.

“La vitamina D è in realtà un ormone che ha 4.500 recettori nelle cellule del sistema immunitario (ciascuno dei quali ha una funzione biologica specifica). Pertanto è il più importante immuno-regolatore che abbiamo a disposizione. Non è un immuno-soppressore. Piuttosto, il sistema immunitario guadagna forza ed efficacia sotto l’effetto della vitamina D, ma diventa incapace di attaccare il corpo stesso”- dott. Coimbra

1) le alte dosi di vitamina D rappresentano il 95% del trattamento. Queste dosi possono essere usate solo sotto controllo medico e di laboratorio, prendendo precauzioni per evitare complicazioni quali la nefrocalcinosi.

2) il preparato galenico fornisce i componenti necessari per ottimizzare gli effetti della vitamina D e correggere la carenza di B2 (riboflavina). Si può aggiungere o eliminare un elemento, secondo la condizione trattata e qualsiasi deficienza rillevata.

ll dott. Coimbra prescrive la riboflavina (vitamina B2) perché una delle sue numerose funzioni  è quella di agevolare il processo di attivazione della vitamina D nelle proteine “pigre” (“polimorfiche”) presenti nell’organismo delle persone predisposte a sviluppare o che hanno già sviluppato malattie autoimmuni.

“L’aggiunta di riboflavina (vitamina B2) nel trattamento a dosi elevate di vitamina D, in base alla nostra esperienza, impedisce la formazione di nuovi calcoli renali e anche l’aumento del volume dei calcoli preesistenti” – Dr. Coimbra.

Su richiesta della Dott.ssa Rita Sinigaglia Coimbra si pubblica il testo che segue sulla posizione del Dr. Cicero Galli Coimbra – in risposta alla richiesta dei moderatori dei gruppi FB brasiliani – con membri che seguono il protocollo Coimbra – per quanto riguarda una polemica sulla limitazione del glutine e “altre procedure che promuovono la salute”:

“Si sottolinea che è di fondamentale importanza la partecipazione dei medici nel protocollo e la funzione dei gruppi è quella di rafforzare l’informazione sull’importanza della vitamina D per le malattie autoimmuni.

Sempre rispettando la libertà di ogni paziente, l’obiettivo è quello di cercare una strategia che possa migliorare la salute.
Dobbiamo rimanere concentrati per garantire la sopravvivenza del protocollo dal punto di vista medico-scientifico. Se non fosse questo il nostro punto chiave, il protocollo stesso, ben presto, non esisterebbe più.
Ogni medico ha la libertà di offrire il trattamento che ritiene più appropriato per il paziente, cosi come il paziente è libero di scegliere il medico e il trattamento che preferisce.
Attualmente ci sono diverse notizie e correnti nella Nutrizione. Ciascuna contribuisce in qualche modo alla salute generale.

Tuttavia, il nostro obiettivo è il perfezionamento di una strategia semplice che si è dimostrata efficace nel trattamento delle malattie autoimmuni, con il minore onere finanziario possibile, in modo che anche le persone a basso reddito possano trarne beneficio. In questo contesto, la vitamina D ha dimostrato di essere la soluzione per la comprensione di questo fenomeno e il trattamento dei pazienti interessati. Sono stati necessari numerosi studi e tanto lavoro per la comprensione del meccanismo generale della autoimmunità e il suo rapporto con la resistenza alla vitamina D.

Cicero spiega nei suoi consulti che il 95% dei risultati positivi del protocollo sono dovuti a dosi elevate di vitamina D in combinazione con abbondante idratazione e la restrizione del calcio nella dieta. Tutto il resto del trattamento è ausiliario, stimando che contribuisca soltanto in misura del 5% sul risultato finale. 

Pertanto, coloro che non prendono il preparato galenico, il DHA, l’olio di lino ecc, non smetteranno di rispondere al trattamento solo per questo motivo. Questo è ciò che dev’essere ben chiaro.

Tutti già sappiamo che il recupero delle lesioni neurologiche dipende del tempo di evoluzione della malattia e dall’”età” della lesione. Lesioni recenti sono più facilmente reversibili visto l’effetto immuno-regolatore e neuro-rigenerativo della vitamina D.
A conferma di ciò sta la casistica dei pazienti a basso reddito – ricevuti gratuitamente – occasionalmente – che si limitano all’uso della sola vitamina D. Se loro rispondono ugualmente al trattamento? Naturalmente !

Inizialmente la vitamina D interrompe la continuità dell’aggressione autoimmune. Parallelamente, la vitamina D passerà ad aiutare nel recupero delle lesioni che sono apparse più recentemente.
Perciò questioni come se le alte dosi di vitamina D siano necessarie per il resto della vita del soggetto o sui fattori che ostacolano l’azione della vitamina D sono le questioni più rilevanti per noi in questo momento.

Il protocollo sviluppato negli ultimi dieci anni non comprende la restrizione dell’assunzione di glutine nella dieta.
È importante precisare che il trattamento può non produrre tutto l’effetto benefico su un piccola percentuale di pazienti. E qual è la ragione di questo?

In una minoranza di pazienti che non hanno beneficiato appieno del trattamento sono stati individuati i seguenti fattori interferenti:

1. persistenza di un elevato grado di disturbo emotivo (come irritabilità e depressione, spesso in reazione alla presenza di lesioni precedenti potenzialmente irreversibili o solo parzialmente reversibili); lo stato emotivo positivo, ottimista, sembra favorire fortemente il recupero delle lesioni.
2. abitudine a bagni eccessivamente caldi  https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Uhthoff
3. tabagismo
4. uso frequente di bevande alcoliche, soprattutto distillati
5. infezioni frequenti, come le infezioni urinarie derivanti da vescica neurogena (abbiamo cercato di sviluppare strategie preventive)
Per ciascuno di questi fattori che interferiscono con il trattamento, ci sono misure da adottare. In questo senso i pazienti sono stati opportunamente istruiti nella gestione della situazione.

Vale ricordare che la vitamina D è un ormone – e gli ormoni sono sostanze potenti, ancora di più quando consideriamo il numero impressionante di geni regolati da questo ormone in particolare. 

La letteratura medica-scientifica ha affrontato con crescente interesse il ruolo della vitamina D per la salute umana. 
I portatori di malattie autoimmuni hanno una RESISTENZA alla vitamina D. Perciò il sistema immunitario di queste persone è SREGOLATO e per questo attacca il proprio corpo.

La vitamina D è una sostanza immuno-regolatrice eccezionale, capace di regolare la risposta immunitaria agli standard normali, a differenza dei farmaci convenzionali che promuovono l’immunosoppressione. 
I pazienti ricevono alte dosi di vit D calcolate dal medico specificamente per ogni individuo, in base a diversi criteri clinici e di laboratorio, proprio perché i pazienti presentano gradi variabili di resistenza alla vitamina D per ragioni genetiche. 
Pertanto il trattamento (o protocollo) cerca di sconfiggere la resistenza genetica all’azione della vitamina D con la somministrazione di alte dosi adattate alle esigenze di ogni individuo associate alla restrizione di calcio e ad abbondante idratazione”.

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Devo fare una piccola precisazione: perché una dott.ssa (come la dott.ssa Rita Sinigaglia Coimbra) dovrebbe “perdere tempo” a partecipare a blogs o gruppi su internet? Innanzitutto dovete capire che nel gruppo brasiliano Esclerose multipla – O tratamento, su Facebook, ci sono 13.278 membri, molto attivi, che seguono o hanno intenzione di seguire il protocollo del dott. Cicero o che semplicemente cercano più informazioni su di esso. 

Si stima che in Brasile circa 4000 pazienti affetti dalla SM seguano questo trattamento. Le domande che vengono poste via mail o per telefono ai dottori sono veramente moltissime, da qui nasce l’esigenza di soddisfare le esigenze di chi pone queste domande in maniera non troppo dispersiva, in termini di tempi, per i dottori. Ecco perché sempre più spesso gli stessi dottori decidono di intervenire nei gruppi stessi al fine di dirimere questioni che altrimenti occuperebbero loro troppo tempo. Facebook è stato uno strumento di comunicazione davvero efficace in questo caso.  E’ stato comunque chiarito il dubbio sull’assunzione di glutine.


Secondo il dott. Coimbra, l’uso di mega dosi di vitamina D induce la remissione completa della sclerosi multipla in circa il 95% dei pazienti e il restante 5% ottiene un beneficio parziale. Più su sono stati menzionati i principali fattori che limitano l’ottenimento di un beneficio maggiore in quel 5 % di pazienti trattati.

Il dott. Coimbra ritiene che la collaborazione del paziente nella ricerca del massimo livello di calma è assolutamente vitale. Recidive o riacutizzazioni di malattie autoimmuni sono in generale ( in circa l’85% dei casi) innescate da stress emotivo (“occasioni di vita stressanti”). Si raccomanda di evitare il più possibile momenti di stress psicologico, nervosismo e tristezza, in particolare nelle prime fasi del trattamento.

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Lo stress potrebbe innescare il peggioramento dei sintomi della sclerosi multipla o addirittura una ricaduta.

ll fumo peggiora le malattie autoimmuni e può ridurre o anche annullare l’effetto protettivo di alte dosi di “vitamina” D. Il paziente deve smettere di fumare.

Deve essere evitato il consumo di distillati.  L’ alcol inibisce l’enzima che converte vitamina D nella sua forma attiva (ormonale) e il consumo di routine di alcol limita l’efficacia del trattamento.

La ricorrenza di infezioni (respiratorie, urinarie o di qualsiasi altra natura), quando mantenendo l’aggressività del sistema immunitario, pregiudica l’effetto benefico di alte dosi di vitamina D nel controllo delle malattie auto-immuni. Secondo questo studio pubblicato nel 2006 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16870812  “c’è stata una significativa associazione tra le infezioni sistemiche e il rischio di ricadute nella sclerosi multipla (SM), incremento di attività della risonanza magnetica e l’attivazione delle cellule T”. 

L’esercizio fisico e’ obbligatorio quando si segue il protocollo Coimbra. Circa un anno fa, il dott. Coimbra mi ha detto:

“Ti suggerisco di fare qualche attività fisica di tipo aerobico per prevenire gli effetti collaterali che le alte dosi di vitamina D hanno sul metabolismo osseo. Alte dosi di vitamina D possono aumentare sia il deposito che il riassorbimento del calcio nelle ossa. Se fai attività aerobica (circa 30 minuti 4-7 volte a settimana), la ghiandola tiroidea produrrà l’ormone calcitonina – il quale blocca il riassorbimento del calcio osseo, perciò la tua densità ossea sicuramente aumenterà”.

Vorrei mettere in evidenza questo studio pubblicato su PubMed (National Library of Medicine) sull’esercizio e la salute del cervello – implicazioni per la SM: Parte 1: Fattori di crescita neuronale NGF: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18201113

“…l’esercizio potrebbe promuovere le difese anti ossidanti e supporto neutrofico che potrebbe attenuare la vulnerabilita’ del sistema nervoso centrale CNS alla degenerazione neuronale. L’esercizio fisico potrebbe servire come un meccanismo per la resistenza allo stress, e di conseguenza potrebbe sostenere la SOPRAVIVENZA NEURONALE sotto condizioni di STRESS amplificato. Considerando che la perdita neuronale e l’atrofia cerebrale si verificano presto in questa malatta (sm), la prescrizione dell’esercizio fisico nella fase acuta potrebbe promuovere neuroprotezione, neurorigenerazione, neuroplasticita’ e ridurre la disabilita’ a lungo termine”.

Si sconsigliano gli esercizi fisici estenuanti, la privazione di sonno o essere sottoposto a un eccessivo calore ambientale,

Possiamo parlare di una cura della sclerosi multipla?

“Non posso parlare di una cura, perché se questi pazienti smettono di prendere la vitamina D, c’è una buona possibilità che la malattia ritorni ma, per il periodo durante il quale la prendono, possono condurre una vita normale” – Dr. Coimbra

In Italia sono presenti 2 medici che sono in grado di seguire il protocollo Coimbra: il dott. Augusto Pellegrini e il dott. Paolo Giordo. ♣♥

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Più di 6 anni di trattamento contro la sclerosi multipla con la vitamina D

Sottotitoli in italiano ♥ Per attivare i sottotitoli, cliccare sul quadratino alla sinistra della rotellina.

Ana Claudia è una paziente affetta da sclerosi multipla da più di 6 anni. Ha conosciuto il Protocollo Coimbra poco dopo aver scoperto la sua malattia. ll suo dottore e’ Cicero Coimbra, neurologo, professore della UNIFESP e anche ricercatore nell’ambito delle malattie del sistema nervoso e malattie autoimmunitari. Proprio lei me ne parlò del protocollo Coimbra nel 2012.
Questa è un’intervista concessa al Vitamin D Council in cui parla dei suoi miglioramenti. Vitamin D Council e’ un’organizzazione non-profit il cui scopo e’ sensibilizzare il pubblico sulla carenza di vitamina D. Il dott. John Cannell, esperto di vitamina D, fondatore del Vitamin D Council conosce il lavoro del dott. Coimbra e mi fa piacere che abbia pubblicato il video. 6 anni di alte dosi di vitamina D senza effetti collaterali!

Aggiungo la storia di Nayra. Anche lei ha la sclerosi multipla e segue il protocollo Coimbra da piu’ di 10 anni, sotto stretto  controllo medico. 30.000 unita’ di vitamina D3 al giorno. Intervista realizzata da Daniel Cunha, giornalista e paziente di sclerosi multipla e beneficiario dello stesso trattamento.

Il dott. Coimbra ci spiega il suo trattamento ad alto dosaggio di vitamina D contro la SM

Sottotitoli in italiano ♥ Per attivare i sottotitoli, cliccare sul quadratino alla sinistra della rotellina.
Questa è una libera traduzione e non intende, in alcun modo, spingere i pazienti a iniziare il trattamento senza il parere di un medico specializzato. I rischi per la salute ci sono e possono essere anche GRAVIIRREVERSIBILI.  Le dosi indicate dal dott. Coimbra vengono sempre ricalcolate paziente per paziente durante la visita medica. Si declina ogni responsabilità per gli errori di concetto.

Il trattamento deve NECESSARIAMENTE essere fatto sotto controllo medico. In Italia sono presenti 2 medici che sono in grado di seguirlo: Dr. Augusto Pellegrini e il dott. Paolo Giordo.


Un giorno…la vitamina D sarà la prima alternativa nel mondo intero?

Questi sono i medici che lavorano nella clinica del dott. Coimbra:

Il primo assistente del dott. Cicero Coimbra è stato il dott. Danilo Chiaradia Finamor, medico di medicina generale e dermatologista. E’ suo assistente del 2004, quando ha terminato il dottorato sotto la supervisione del dott. Cicero.
-Considero il lavoro nella clinica straordinario. Il protocollo che seguiamo si poggia su 2 punti: è sicuro ed efficace. Cambiamo la vita delle persone. Niente può essere più stimolante. Ci occupiamo di diverse malattie autoimmuni, molte che si manifestano nella pelle, oltre alla sclerosi multipla (SM), artrite e tante altre.
Il dott. Sergio Luis Menendez Lucero, cubano, si è formato in medicina generale ed è venuto in Brasile per fare il master e il dottorato in Neuroscienze, sotto l’orientamento del dott. Cicero. E’ stato il secondo assistente a lavorare nella clinica. Anche lui ne è un entusiasta sostenitore.
Il trattamento con la vitamina D porta un buon recupero e i disturbi autoimmuni entrano in remissione. Su tutti: SM, artrite reumatoide… In questi anni, ho assistito circa 700-800 pazienti. Non si manifestano nuovi problemi tra le persone che seguono il trattamento. Posso soltanto dire che è meraviglioso lavorare con il dott. Cicero.
La prima dott.ssa a collaborare è stata l’endocrinologa Haladia Simiao. Ha iniziato a collaborare all’inizio del 2013, dopo che ha seguito il lavoro del dott. Cicero per circa un anno.
-Prima di conoscere il dott. Cicero, io già prescrivevo la vitamina D in dosi sufficienti per mantenerla nei livelli fisiologici nel sangue dei pazienti. Vale a dire sopra i 40 ng/ml. Ho notato un grande miglioramento in diversi sintomi delle malattie autoimmuni e problemi collegati all’età, come debolezza, stanchezza cronica, memoria, artrite. Ho chiesto il protocollo del dott. Cicero, ho imparato la condotta con alte dosi di vitamina D e da 1 anno seguo pazienti con malattie autoimmuni. Il progresso è sostanziale, senza effetti collaterali.
La psicanalista dott.ssa Sueli Lourenco è anche lei assistente del dott. Cicero. Ha lavorato per anni in medicina generale fino a quando si è decisa per la formazione di psicanalista. Seguiva i pazienti nel suo consultorio particolare.
-Piu’ recentemente, ho sentito i rapporti sorprendenti di Walter su Marcelo*, la sclerosi multipla e la vitamina D. La vocazione della clinica si è risvegliata con intensità. Si è aperto all’improviso un percorso che interrompeva il continuo aumento delle malattie autoimmuni, cosi difficili e dolorose. E’ quasi indescrivibile la differenza che possiamo fare con il trattamento che il dott. Cicero ha sviluppato. So che posso aiutare le persone e questa convinzione è preziosa. Impiego molto tempo nella consultazione. Ascoltare è parte della mia formazione come psicanalista e il paziente arriva ansioso. E fondamentale ascoltarlo. Un giorno, la vitamina D sarà la prima alternativa nel mondo intero. Capisco la reazione di pregiudizio che i medici in generale hanno. La nostra formazione è estremamente modellante, rimaniamo nella nostra clinica in attesa delle ricerche scientifiche, dei laboratori. E’ difficile uscire da questo formato. Ma posso dire, con ottimismo, che sempre abbiamo dei nuovi medici a formarsi nella clinica del dott. Cicero. Accogliamo. E abbiamo la gioia di questa certezza: facciamo differenza.

Mercoledi, 4 Giugno 2014, alle ore 19.00, presso Livraria Cultura (São Paulo) si è tenuta la presentazione del libro di Walter Feldman, medico e politico brasiliano:

Vitamina D e sclerosi multipla: la chiave brasiliana delle malattie autoimmuni.

 3 1dedica

Primo a sinistra il dott. Feldman,  poi la dott.ssa Rita Sinigaglia Coimbra e, infine, il dott. Cicero Galli Coimbra. Ho ricevuto il libro con una dedica autografa, da parte di tutti e 3. ♥♥♥

FONTE: “Vitamina D: a chiave brasileira das doencas autoimunes”, dr. Walter Feldman (traduzione pagine 83, 84)

*Marcelo Palma. Qui la sua esperienza con il trattamento del dott Cicero: https://m.youtube.com/watch?v=qNYs65dStcI