Possibili meccanismi per il ruolo della vitamina D nel prevenire tumori comuni, malattie cardiache e malattie autoimmuni

Possibili meccanismi per il ruolo della vitamina D nel prevenire tumori comuni, malattie cardiache e malattie autoimmuni

“C’è una buona documentazione epidemiologica che dimostra come vivere a latitudini più basse riduce il rischio di molte malattie croniche. Si è supposto che, poiché la produzione di vitamina D è più efficiente a basse latitudini, questa potesse essere la spiegazione per queste interessanti osservazioni. In aggiunta, c’è una crescente evidenza scientifica la quale suggerisce che aumentando il consumo di vitamina D, si diminuisce il rischio di sviluppare malattie croniche. Ad esempio, è stato dimostrato che il trattamento con 2000 UI/die di vitamina D su bambini dall’età di 1 anno ha diminuito il loro rischio di sviluppare il diabete mellito di tipo 1 del 80 % durante i succesivi 20 anni. Inoltre, i bambini appartenenti alla stesso gruppo che erano carenti di vitamina D a 1 anno di età avevano rischio 4 volte superiore di sviluppo diabete di tipo 1. Un aumentato apporto di vitamina D è stato associato ad un ridotto rischio di sviluppare artrite reumatoide. L’esposizione tramite lettini abbronzanti alle radiazioni UVB che ha determinato un aumento del 100 % della concentrazione nel sangue di 25(OH), si è dimostrato efficace nel trattamento dell’ipertensione tra gli adulti. Tuttavia, gli adulti esposti ad un lettino abbronzante che ha trasmesso solo radiazioni UVA che non hanno fatto aumentare la concentrazione nel sangue di 25(OH)D, non hanno riscontrato alcun effetto sulla loro ipertensione. Vi sono anche prove che un maggiore apporto di calcio e vitamina D riduce il rischio di sviluppare cancro al colon.

Come è possibile che la vitamina D possa avere una cosi un’ampia gamma di benefici terapeutici in relazione alla salute?  La risposta si trova nel fatto che i VDR (i recettori della vitamina D) sono presenti nella maggior parte delle cellule e dei tessuti del corpo*. 1,25(OH)2D è uno dei più potenti regolatori della crescita cellulare, sia nelle cellule normali che nelle cellule tumorali. È stato suggerito che un maggiore apporto di vitamina D o l’aumento dell’esposizione alla luce solare, aumentando la concentraziona nel sangue di 25(OH)D al di sopra di 78 nmol/l (30 ng/ml), è necessario per una produzione extrarenale massima di 1,25 (OH) 2D in una ampia gamma di tessuti e cellule del corpo, inclusi colon, seno, prostata, polmone, macrofagi attivati e cellule paratiroidee. La produzione locale di 1,25 (OH)2D è pensata di essere importante per mantenere la crescita delle cellule sotto controllo e possibilmente impedire alle cellule di diventare autonome e svilupparsi in una cellula cancerogea non regolata. I linfociti T e B attivati hanno VDR. 1,25(OH)2D si è dimostrato essere un modulatore del sistema immunitario molto efficace. In una varietà di modelli animali, è stato dimostrato che il pretrattamento con 1,25(OH)2D è efficace nel mitigare o prevenire l’insorgenza di diabete mellito tipo 1, sclerosi multipla, artrite reumatoide, morbo di Crohn.

La vitamina D non può più essere pensata come un nutriente necessario per la prevenzione di rachitismo tra i bambini. La vitamina D dovrebbe essere considerata essenziale per la salute globale ed il benessere. La carenza di vitamina D e una ridotta esposizione solare alle radizioni UVB hanno dimostrato di aumentare il rischio di molti tumori comuni, diabete di tipo 1, l’artrite reumatoide, sclerosi multipla e ci sono indicazioni che possono essere associati con diabete di tipo 2 e la schizofrenia. La fotosintesi della vitamina D è stata verificanta negli organismi viventi per più di 500 milioni anni, e non è sorprendente che la vitamina D si sia evoluta in un tale importante e necessario ormone, che agisce come un indicatore di salute e benessere. La vigilanza nel mantenimento di un normale livello di vitamina D, cioè, concentrazioni 25 (OH)D di 75-125 nmol / L, dovrebbe essere di elevata priorità. Monitorare i livelli di vitamina D, con la misurazione di 25 (OH) D dovrebbe essere parte di normali esami fisici annuali– dr. Michael Holick, professore di medicina, fisiologia e biofisica alla Boston University, autore del libro “The vitamin D solution”

*”Il VDR (il recettore della vitamina D) è presente nell’intestino tenue, colon, osteoblasti, linfociti T e B attivati, le cellule beta pancreatiche e la maggior parte degli organi del corpo, compreso il cervello, il cuore, la pelle, le gonadi, la prostata, il seno e le cellule mononucleate”.

“The VDR is present in the small intestine, colon, osteoblasts, activated T and B lymphocytes, β-islet cells, and most organs in the body, including brain, heart, skin, gonads, prostate, breast, and mononuclear cells”.

Fonte: http://ajcn.nutrition.org/content/80/6/1678S.full

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