L’integrazione e l’uso terapeutico della vitamina D nei pazienti con sclerosi multipla: Consenso del Dipartimento Scientifico di Neuroimmunologia dell’Accademia Brasiliana di Neurologia

Ho voluto tradurre queste conclusioni per sottolineare, ancora una volta, la necessità di correggere la carenza di vitamina D nei pazienti con la sclerosi multipla. Pure io ho capito, leggendo solo Pubmed e altri siti, che non c’è evidenza scientifica per l’utilizzo della vitamina D come monoterapia per la sclerosi multipla nella pratica clinica. Sono molto dispiaciuta nel constatare come ancora l’Accademia Brasiliana di Neurologia si rifiuti (nonostante ne sia a conoscenza) prendere in considerazione il lavoro del dott. Coimbra, considerandolo come “sperimentale”. Il lavoro di Coimbra non è pubblicato su Pubmed. Poi, leggendo i consigli, io ho dei dubbi che l’Accademia abbia letto tutti gli studi pubblicati (solo su Pubmed ce ne sono circa 700). Perché Pubmed dimostra anche come buoni livelli di D3 siano capaci di ridurre il rischio di nuove e attive lesioni. Ma guardiamo anche il lato positivo: finalmente l’Accademia Brasiliana di Neurologia consiglia vitamina D per la SM..un bel passo avanti. Mi fa piacere..  🙂

http://www.scielo.br/scielo.php?script=sci_arttext&pid=S0004-282X2014000200152&lng=en&nrm=iso&tlng=en

“La sclerosi multipla (SM) è una malattia infiammatoria, autoimmune, demielinizzante e degenerativa del sistema nervoso centrale. Anche se l’eziologia della sclerosi multipla non è ancora stata completamente chiarita, ci sono prove che i fattori genetici e ambientali interagiscano per provocare la malattia. Tra i principali fattori ambientali studiati, quelli che più probabilmente sono associati alla sclerosi multipla includono certi virus, fumo e ipovitaminosi D. Questa recensione intende determinare se c’è evidenza nel raccomandare l’uso della vitamina D come monoterapia o come terapia aggiuntiva nei pazienti con la sclerosi multipla.

Abbiamo fatto una ricerca su PubMed, EMBASE, COCHRANNE, e LILACS per gli studi pubblicati fino al 9 settembre 2013, utilizzando le parole chiave “sclerosi multipla”, “vitamina D”, e “sperimentazione clinica”. (…)

CONSIDERAZIONI FINALI

1 . Si raccomanda di dosare la vitamina D nei pazienti con la sindrome clinicamente isolata e con la sclerosi multipla, indipendentemente dallo stadio di evoluzione della malattia, in particolare per coloro che fanno uso frequente di corticosteroidi o anticonvulsivanti .

2 . Livelli ematici periferici di vitamina D inferiori a 30 ng/ml dovrebbero essere corretti nei pazienti con la sclerosi multipla, in qualsiasi fase, o in pazienti con sindrome demielinizzante isolata.

3 . Livelli ematici di vitamina D superiori a 100 ng/ml dovrebbero essere evitati finché non vengono stabilite nuove linee guida.

4 . Non c’è evidenza scientifica per la pubblicazione di questo consenso per l’ utilizzo della vitamina D come monoterapia per la sclerosi multipla nella pratica clinica. Pertanto, attualmente, la monoterapia di vitamina D per la sclerosi multipla è considerata sperimentale.
Per il suo utilizzo negli studi clinici, questa deve essere approvata dal Comitato Etico della Ricerca Umana ( Human Research Ethics Committee) regolato dalla Commissione nazionale di Etica per la Ricerca (CONEP) , approvato dal Consiglio Medico Regionale (Regional Medical Board), e il consenso informato dovrebbe essere fornito dai pazienti .

5 . Secondo i dati provenienti da studi in vitro con le cellule del sangue dei pazienti utilizzando vitamina D, a livelli sierici superiori a 40 ng/ml, è possibile indurre un’azione modulante sulle cellule immunitarie.
Sulla base di tale prove, la supplementazione di vitamina D a dosi che mantengono i livelli sierici dei pazienti tra 40 ng/ml e 100 ng/ml può essere raccomandata, in quanto questi sono i livelli considerati sicuri.

6 . Considerando le differenze individuali nella necessità di supplementazione e livelli sierici di vitamina D, uno studio su soggetti sani ha dimostrato che 5.000 UI di vitamina D per 15 settimane hanno aumentato i livelli sierici fino a 60 ng/ml, e che dosi fino a 10.000 UI giorno sono stati considerati sicure, si consigliano dosi individuali fino a raggiungere livelli sierici compresi tra 40 ng/ml e 100 ng/ml.

7 . Considerando che bassi livelli sierici di vitamina D nei pazienti con sindrome demielinizzante isolata potrebbero influenzare il rischio relativo di conversione a sclerosi multipla, si consiglia l’ analisi dei livelli sierici di vitamina D in questi pazienti e che una correzione venga attuata in qualsiasi momento sia necessario.

8 . Poiche’ la vitamina D3 è un ormone steroideo, il suo uso dovrebbe essere aumentato. Inoltre, monitorare il livello siericodi Vit D3 e’ estremamente importante prima di aumentare il dosaggio, per determinare se la supplementazione è realmente efficace”.

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